#1 Quale mondo islamico? – Which Islamic World?

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– Nel tempo complesso che stiamo attra versando, la dimensione multiculturale dell’abitare ha messo in crisi il compendio delle relazioni, condizionando di conseguenza i rapporti spaziali e il sistema dei linguaggi che connotano la scala della città e quella dell’architettura. Anche i luoghi sono dei veri e propri contesti entropici in attesa, in cui l’architettura continua a svolgere un discorso con il mondo, inscrivendo il racconto dell’uomo nella stratificazione urbana. In questo senso appare necessario comprendere le identità e le radici, governare i processi di cambiamento e costruire, nel progetto, lo spazio sicuro del confronto e della condivisione.

Occorre praticare una sorta di composizione dilatata in grado di includere differenze e contraddizioni, capace di trasformare i luoghi incerti in ambiti esperienziali dotati di senso (Tuzzolino, La composizione delle differenze. Il progetto di architettura come elaborazione del confine. Libria, Melfi 2019).

Luoghi della molteplicità e del dialogo, luoghi dei confini incerti e dell’attraversamento, luoghi dellatradizione e della memoria, luoghi della continuità e dell’invenzione. All’interno diquesto contesto vede la luce il primo numero di DAr, con l’intento di offrire un contributo alla conoscenza di valori e significati di un mondo particolarmente ricco, quello dell’architettura islamica, amato e frequentato da molti con passione e cu
riosità, ma spesso studiato con distanza e compiacimento filologico.

 

-During the complicated time we are going through, the multicultural dimension of dwelling causes the compendium of relationships distress, consequently in fluencing the space relations and the system of languages that characterize the urban and architectural scales. Places, too, are real pending entropic contexts, where architecture continues to develop a discourse with the world, inscribing the human tale into the urban stratification. In this sense, it appears necessary to understand the identity and roots, govern the processes ofchange, and build, within the design, the safe space for discussion and sharing.

We need to practice a sort of expanded composition, able to include differences and contradictions, undefined places in an experiential environment endowed with sense (Tuzzolino, La composizione delle differenze. Il progetto di architettura come elaborazione del confine. Libria,Melfi 2019).

The places of multiplicity and dialogue, the places of uncertain borders and crossing, the places of tradition and memory, the places of continuity and invention. The first issue of DAr is inscribed in this context, aiming
at contributing to the knowledge about Islamic architecture, a world particularly rich in values and meanings, loved and frequented with passion and curiosity by many of us, but often studied with intellectual distance and philological pleasure.

Editore

PUP

Tipologia

PDF

ISSN

2785-3152

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