
VERITÀ E ILLUSIONE
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Di chi è la colpa? A cosa vanno addebitati i vaneggiamenti che sviano la ragione umana, alimentando una smania di conoscenza e di potere che va ben al di là delle sue possibilità effettive? A rendere arduo lo svolgersi del processo che si celebra nelle aule del tribunale della ragione è il carattere sfuggente del colpevole il quale, come il sofista del dialogo platonico, rivela un talento straordinario nell’arte del mimetizzarsi, assumendo molteplici aspetti e complicando così la vita al giudice e alla giuria che, dal canto loro, coltivano la pretesa di definirne una volta per tutte il profilo, per inchiodarlo ai capi di imputazione.
Come scrive Kant, «verità» è un «nome seducente [ein reizender Name]»; espressione che denuncia nell’uso non accorto di questo nome (come già era accaduto per il nome orgoglioso di “ontologia”) il motivo di una pericolosa complicità con i vaneggiamenti illusori di ogni sapere dogmatico. Se compito di una critica della ragione è quello di delimitare il territorio della verità nell’oceano della parvenza dove banchi di nebbia e ghiacci in scioglimento simulano nuovi territori, pretendere di possedere il vero prima di essersi avventurati
in quell’oceano equivale a non avere ancora assolto a questo compito.
| Editore | PUP |
|---|---|
| Tipologia | Cartaceo, PDF |
| ISBN | 978-88-5509-864-9, 978-88-5509-865-6 |
| Autore | Angelo Cicatello |




