Per la storia dell’obligatio. I.

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Descrizione

Secondo l’opinione comune la nozione di obligatio, pur nella varietà delle sue manifestazioni, risalirebbe alle origini del diritto romano. Le testimonianze delle fonti lasciano intuire, invece, che essa è nata solo agli inizi dell’età classica. Nello stesso senso depone il dato generalmente accettato che i giuristi romani avrebbero pensato in termini non di diritti, ma di azioni (secondo il cd. aktionenrechtliches Denken), e perciò in termini di spettanza al titolare di azioni, non di diritti. I due rilievi – tarda nascita dell’obligatio, spettanza di azioni – appaiono interdipendenti. In questa prospettiva si spiega anche come fin nell’età classica sia mancata l’idea del ‘processo’ (il termine è assente addirittura nel vocabolario giuridico romano), come suggerisce già il fatto che nelle opere istituzionali di processo o di attività processuale non si parla. Tale quadro comincia a mutare da quando, in età classica, l’actio, nella sua natura materiale (cui si collega il suo carattere di azione basata su una ‘ragione fondata’), si va indirizzando verso la persecuzione del debito, come si ricava dalla definizione dell’obligatio di I. 3.13 pr. quale ‘iuris vinculum quo necessitate adstringimur alicuius solvendae rei ’. Così essa può divenire il ‘ius persequendi iudicio quod sibi d e b e a t u r ’ (Cels. 3 dig., D. 44.7.51), ove il termine ‘iudicio ’ significa ‘attraverso un programma di giudizio’.

Informazioni aggiuntive

Tipologia

Cartaceo, PDF

Autore

Raimondo Santoro

Data di pubblicazione

Novembre 2020

Editore

PUP

ISBN

978-88-5509-222-7, 978-88-5509-223-4

Pagine

500