Il Quarto Trattato Grammaticale Islandese

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Una descrizione preliminare di ciò è stato detto in passato sul Quarto Trattato Grammaticale Islandese consentirà
di raccogliere quanto necessario per la giusta collocazione del testo dentro il contesto della produzione grammaticale in islandese.

Il primo capitolo assolve a questo scopo. Il secondo passo è la presentazione del testo islandese cui si fanno seguire il testo glossato nella sua completezza e una traduzione, la prima in italiano, che aspira a essere quanto più fedele possibile. Il terzo passo è un’analisi del testo nelle sue parti costitutive, quella in versi e quella in prosa. Si è ritenu
to necessario mantenere separata l’analisi delle due sezioni in ragione della diversità di queste. Nella parte in versi confluisce la componente ‘nordica e autoctona’ del trattato. Nella parte in prosa confluisce invece
quella ‘straniera’, ovvero latina e continentale. Un aspetto di originalità di questo testo consiste proprio nel tentativo di fusione delle due parti. Su questo tentativo e sul suo esito si concentrerà l’attenzione nella parte finale del terzo capitolo.

Il testo con cui ci confrontiamo ha una natura doppia. Si mostra semplice e lineare, ma cela invece asperità
esegetiche e complessità. Tale doppia natura è il risultato del tentativo di saldare due tradizioni piuttosto eterogenee. L’esito è un testo di difficile lettura e collocazione. Nell’intenzione di chi lo scrisse doveva essere un modello su cui costruire la nuova poesia scaldica.
La conclusione cui si perverrà è che la natura complessa del Quarto Trattato Grammaticale costituisce la cifra del secolo in cui esso vide la luce e di cui può considerarsi uno degli esempi più luminosi1.

Autore

Michele Longo

Editore

PUP

Tipologia

Cartaceo, PDF

ISBN

978-88-5509-809-0, 978-88-5509-810-6

Pagine

475